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giovedì 14 marzo 2013

invidiati dagli dei...


Trarre piacere dal vento del mattino, dalla bellezza dei colori, godere dei suoni e delle forme della natura e degli esseri viventi, amare con la passione del momento, assaporare l'attimo presente e la forza insita in esso, tutto ciò ci è possibile perchè siamo mortali.
Ebbene si, noi mortali siamo invidiati dagli dei, essi che sanno di non poter morire, non possono godere come noi essere umani, consapevoli della morte assoporiamo la vita con un intenso piacere che nessun dio potrà mai provare.

Noi siamo mortali, questa è la realta dei nostri tre corpi.
 La nostra anima è immortale. Ma l'anima va conquistata. L'anima, l'immortalità è una conquista che si ottiene attraverso una lotta, interiore e silenziosa, ma più ardua e dura di qualsiasi lotta esteriore.
Come condurre questa lotta l'ho spiegato brevemente nel precedente POST
anche se la costruzione del corpo di gloria, la creazione del corpo di gloria è una spiegazione forse più dettagliata che potrete trovare.... (fate una piccola ricerchina in rete o leggetevi i libri che consiglio QUI

Noi siamo opere d'arte, creazioni perfette. ovviamente essendo che siamo creazioni divine, siamo perfetti, perchè nulla che arriva dal perfetto può essere imperfetto, altrimenti il perfetto non sarebbe più perfetto!!!

Come creature noi non abbiamo alcun dovere, che l'unica legge dell'essere umano sia: fai ciò che vuoi.

Possiamo vivere nella gioia, nel piacere, ma come creatori scegliamo e abbiamo scelto, anche se inconsapevolmente, di stare nel dolore, nella sofferenza, nel martirio, nello sforzo...

La legge è legge, non pensa, specchia solo la nostra volontà!!!

Ecco perchè la nostra legge dovrebbe essere: ama e fa ciò che vuoi

Perchè fare ciò che vogliamo non ci basta, restiamo nella sofferenza, che va anche bene, ma inconsapevoli, se almeno soffrissimo consapevolmente...quanta tempo si risparmierebbe!

Noi come opere d'arte non siamo tenuti ad andare da nessuna parte, ma dobbiamo solo aprirci per far entrare Dio stesso.

Perchè non siamo noi a dover andare da Dio, ma egli deve venire da noi (come diceva plotino)

pensateci...

Quando un pittore fa un quadro egli passa il tempo ad ammirarlo e lo fa ammirare dagli altri.
Una mamma mette al mondo un bambino ed ella che passa il tempo ad ammirarlo, a rimirarlo come la sua opera d'arte.
Così allo stesso modo Dio si pascia e si compiace di noi, ci mira e ci guarda pieno di meraviglia, noi, le sue opere d'arte, sta a noi aprirci e fallo entrare. Lui sta li già per noi, ma noi lo teniamo fuori, di nostra volontà o meglio, per mancanza di essa...

La volontà va sviluppata non è una capacità innata nell'uomo.
Anche se invece spesso l'essere umano pensa di essere cosciente e consapevole dalla nascita, solo perchè esiste.

Mentre sono caratteristiche che vanno sviluppate. frutto di un lavoro: l'autodisciplina.

Ma passiamo oltre...
Noi esseri umani, non solo non ci riteniamo opere d'arte da una parte, ma siamo poi presuntuosi dall'altra, pensando di essere consapevoli solo perchè pensiamo!
Infatti la più grossa incomprensione arriva dal concetto espresso dalla frase: penso dunque sono...

Dimentichiamo chi e cosa siamo....e ci limitiamo da noi stessi.

Nel vangelo stava già scritto. Gesù figlio di Dio, in lui Dio si è compiaciuto, questi, disse, è il mio figlio prediletto. ogni cosa che farete a lui la farete a me.
E non fu Gesù stesso a dire che noi anche siamo creature di Dio padre? Non disse che noi siamo come lui? Che avremmo potuto fare cose grandiose come lui e anche più grandi? I miracoli non furono opera sua ma furono causati dalla fede, come egli stesso diceva sempre.
Lui camminò sulle acque, ma anche Pietro ci riuscì, anche se poi perse la fede, dubitò, mentre però già camminava sulle acque.

La modifica della realtà è stata sistematica e il nostro pensiero è pilotato per far si che continuiamo a crearci una realtà da schiavi...perchè dipende sempre e solo da noi.

La morale cattolica, perbenista e borghese la fa da padrone fin dalla nostra infanzia. siamo abituati, ad esempio, a vedere i ricchi come persone infime, cattive, come mostrano nei film o nei cartoni animati, il cattivo e sempre uno pieno di soldi. mentre i poveri vengono esaltati nell'immaginario popolare, nei film e nei cartoni. tutto questo crea una forte dicotomia sul denaro. Tutti lo vogliamo, tutti sappiamo che è necessario, ma una parte inconscia di noi lo allontana perchè ha registrato il messaggio: tanti soldi = cattiveria, malvagità.
Quindi ci ritroviamo a vivere con una perenne insoddisfazione e lotta con il denaro, in un modo o in un altro. o ne abbiamo troppo poco o paghiamo troppe tasse e bollette (multe e conti), che poi a ben vedere è un buon segno, perchè significa che possiamo permetteccerlo, abbiamo qualcosa che può essere tassato, le bollette arrivano perchè ABBIAMO servizi che non sono così scontati sul pianeta neanche oggigiorno, almeno non per i 3/4 della popolazione mondiale!!! Oppure ne abbiamo molto e ci sentiamo in colpa per questo....

L'incomprensione è stata fomentata ancora dalla mala interpretazione delle parole di Gesù e della visione del Buddha. Gesù disse che era più difficile entrare in paradiso per un ricco che per un cammello passare per la cruna di un ago. questa frase è stata probabilmente mal tradotta, la cruna non era dell'ago, ma Gesù si riferiva alla cruna, nome degli ingressi ad arco dell'epoca poste come entrate delle città.
 I cammelli carichi di merci impilate sul loro dorso non potevano passare, tranne levando la roba dalla loro schiena. come si può vedere il messaggio cambia totalmente!!! Parla di spogliarsi dei propri averi, perchè non si può varcare la soglia portandoseli dietro sulle spalle...inoltre pesano addosso!!!

 In ogni caso, anche se il messaggio qui fosse ambiguo Gesù lo ribadisce bene, senza possibilità di incomprensione nel racconto del ricco che lo vuole seguire e gli dice che è un buon credente e timorato di Dio. Che rispetta tutti i comandamenti e via dicendo e Gesù gli dice allora, se vuoi seguirmi, regala tutto ciò che hai ai poveri e seguimi!!! Il ricco è messo di fronte al suo attaccamento. e l'attaccamento il problema.
Il sentirsi ricco o povero è una questione interiore, non una questione oggettiva. si può essere poveri e attaccati a quel poco che abbiamo o ricchi e non avere alcun attaccamento.
 Classica e l'immagine del povero attaccato ai suoi piccoli cimeli o oggetti trovati che considera i suoi tesori e non se ne vuole separare e dall'altra parte abbiamo personaggi come ad esempio Osho, che possedeva ricchezze, macchine, oro, ma non aveva alcun attaccamento verso questi possedimenti.

Anche il Buddha non esaltò mai la povertà dicendo che era meglio della ricchezza, anzi, disse che era la disintificazione il percorso e che tutto era impermanente, anche i possedimenti terreni.
Il denaro non ha nulla di sbagliato, esso è uno strumento che come un coltello, può essere usato a fin di bene o per far del male, ma non è lo strumento sbagliato, ma l'uso che se ne fa, che poi dipende dalla nostra volontà!!!
 E siamo tornati, ancora una volta, al concetto di volontà.

Questo preconcetto sul denaro e visibile oltremodo quando si parla di spiritualità, dove molti urlano allo scandalo perchè molti insegnamenti spirituali costano, vengono fatti pagare anche profumatamente.

Ma perchè una persona dovrrebbe dedicare la vita, il suo tempo alla ricerca e deve essere sbagliato poi condividere e dare i suoi risultati, frutto di duri sforzi e rinunce, senza che questo le venga riconosciuto e le dia di che vivere?

E vero anche che i soldi non sono un impendimento nella via. se una persona vuole veramente qualcosa lo può sempre ottenere.  Chi te lo da, l'insegnamento, si deve si fa pargare, ma a ognuno secondo le sue possibilità. Gli insegnamenti che vengono dati a prezzi fissi, che se parlando con l'insegnante egli non ti viene incontro, allora si che bisogna dubitare, non dell'insegnamento (alle volte anche), ma dell'insegnante!

Gesu e Buddha non chiedevano soldi, ma non vivevano nel 2000 in Europa!!!

Chiedi e ti sarà dato è una legge....tu preoccupati solo di chiedere ciò che vuoi....

I reali insegnamenti non arrivano da corsi costosi pubblicizzati...ma possono arrivare nei modi più disparati, alle volte semplici e gratuiti.

La scuola di Gurdjeff per esempio costava, ma alcuni, che avevano dimostrato serio interesse, non solo non pagavano, ma venivano mantenuti dallo stesso Gurdjieff!

Non esistono regole. ma esiste un perfetto meccanismo sincronico che permette a ognuno di avere esattamente ciò che corrisponde al suo essere...ma questo è un altro discorso...al prossimo post!!!

grazie di cuore....