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mercoledì 18 maggio 2016

UNA MATTINA DI RISVEGLIO A SCUOLA




Un lunedi mattina diverso dal solito per una classe di terza media, una classe considerata molto difficile, turbolenta.

Grazie all'idea di Daniela Carturan, professoressa di matematica e scienze, che ha pensato di organizzare una giornata diversa invitandomi a parlare a questi ragazzi di fuoco interiore, di risveglio, di magia.

Gli alunni della classe non sanno niente, si presentano a scuola convinti di fare matematica, inglese, spagnolo e storia, non si immaginano il cambio di programma.

Durante le prime due ore i ragazzi assistono al film “Peaceful warrior” (titolo italiano “La forza del campione”, che trovate gratuitamente su youtube), tratto dal libro di Dan Millman “La via del guerriero di pace” in cui racconta la sua storia. Quindi si basa su fatti realmente accaduti.

Guardando il film con loro ho avuto l'occasione preziosa di osservarli, di osservare le dinamiche che hanno tra loro e con i loro professori, ed il loro livello di attenzione e interesse per il film.

Dopo la visione del film ritorno in classe e dibattito con l'esperto esterno, che sarei io :-)

I ragazzi sono felici di saltare le lezioni classiche, ma non per questo avrò la loro attenzione. Gli insegnanti mi lasciano il campo con tanti auguri dicendomi che 
sono ragazzi che non fanno mai silenzio, non stanno seduti e molti spesso neanche dentro la classe, inoltre sono sempre con lo smartphone in mano. Io ringrazio ed entro in classe.

Mi ritrovo tra i banchi di scuola, alle medie, davanti ad una ventina di adolescenti che chiacchierano, ridono, si menano, chattano con il cellulare e urlano. Chiedono continuamente di andare in bagno, anche durante il film; un po' per nervosismo, un po' perché non riescono a trattenersi.

Io respiro, sono calmo, tranquillo, ascolto il mio cuore, sono presente, ci sono.

Parlare ad un gruppo di adulti che viene ad ascoltare le lezioni di risveglio è ben diverso, adulti che scelgono di sentirmi parlare per due ore di seguito, e già fanno difficoltà, figuriamoci un gruppo di adolescenti con un livello di attenzione addestrato dai post di facebook e frasi di twitter che scorrono e cambiano alla
velocità della luce. Livello di attenzione medio su un argomento 10 secondi, su argomenti di interesse un paio di minuti; inoltre neanche sapevano di dover sentire qualcosa di diverso dalle classiche materie scolastiche, non sono preparati.

Per fargli cambiare punto di vista e prendendo spunto dall' ”Attimo fuggente”, rompo gli schemi: come prima cosa via i banchi, li mettiamo tutti contro il muro, la classe diventa una stanza vuota. Il loro livello di attenzione si desta, c'è qualcosa di nuovo, li invito a sedersi sui banchi, alcuni si siedono sulle sedie, è difficile rompere gli schemi, ma poi quando capiscono che possono farlo veramente e senza riproveri, tutti si lanciano sui banchi.
Ho la loro attenzione.
Anche perché non sono più protetti dal banco, da cui di solito sono seminascosti come da uno scudo; ora sono lì, ben visibili sopra al banco.

Rimango calmo e presente, si comincia, mi presento.
Gli dico chi sono, cosa faccio, gli dico che sono un apprendista mago, un guerriero in formazione, che il mio lavoro è aprire il Cuore ed essere Presente, cosciente per essere felice, nella Gioia sempre ed essere quindi al servizio degli altri, mettendo la mia forza, la mia energia a disposizione.

Gli insegno un modo di comunicare diverso, usando il bastone della parola: si fa in cerchio, si ha un bastone (noi avevamo un pennarello:-), il bastone gira e ogni volta che arriva nelle mani di qualcuno può parlare e tutti lo devono ascoltare, nessuno può parlare senza il bastone. Una volta che chi ha il bastone finisce di parlare lo passa; chi riceve il bastone non è costretto a parlare, lo può anche passare senza aver detto niente. Questo sistema di comunicare è curativo di per sé, usa la circolarità e stimola l'ascolto profondo, dà a tutti la possibilità di esprimersi, anche con i silenzi.
Si possono vedere letteralmente miracoli con questo sistema, che può essere usato per comunicare in gruppo, tra amici, o in coppia....funziona, provare per credere! (Per approfondire il tema vi consiglio un libro: “La via del cerchio” di
Manitonquat).

Facciamo un primo giro, gli chiedo di presentarsi, dicendo almeno il loro nome. Chi vuole dire qualcosa sul film è libero di farlo, se gli è piaciuto, cosa gli è piaciuto e cosi via.

Ma il giro va quasi a vuoto, dicono fugacemente il loro nome, il film mi è piaciuto...basta, passano il “pennarello”.

Provo a dargli un tema, ma in due giri escono le loro dinamiche: hanno paura, e si condizionano a vicenda, a parte due o tre che si espongono lievemente, con un'indole molto particolare, gli altri temono troppo il giudizio dei compagni, meglio tenersi dentro tutto, si evita di essere derisi.

Si va avanti, li porto ad ascoltarsi dall'interno, ascoltare il loro respiro e prendendo spunto dal film inizio a parlare dell'essere un guerriero e un mago.

Parliamo di emozioni, da dove nascono, cosa sono, parliamo di mente, dei pensieri, della massa intesa come gregge, di identità, di coraggio, di forza e di volontà.

Una loro professoressa si commuove, loro lo notano, c'è un clima strano in classe, c'è silenzio, non si muovono dai banchi, non prendono i cellulari, non vanno in bagno, c'è un aria magica.

Parliamo di magia e parliamo di Bellezza, di far ciò che ci piace, ciò che amiamo.

Tutto è molto bello, ma mi sentono ancora distante e come se li sentissi dire: si ok, tu sei riuscito a fare questo, ma io no, non ce la faccio, non ci credo.

So che quel potere è più vicino a loro che a chiunque altro, quindi faccio l'unica cosa che posso fare per fargli vedere questo: parlo di me, delle mie debolezze e paure, gli dico cosa provavo alla loro età e cosa provo ora. Rievoco di fronte a loro le mie paure adolescenziali, ma anche quelle da adulto e come le ho sfruttate per farle diventare armi preziose al mio servizio.

Tutto cambia, ora vedono un apprendista guerriero, un mago e capiscono che per essere tale non servono necessariamente scuole o maestri, ma serve in primis il FUOCO, il fuoco interiore che loro hanno, e che possono cercare, trovare e alimentare con la loro ferma decisione.


Verificano loro stessi che con la volontà possono modificare il loro livello di attenzione e di controllo sul respiro e sul corpo.

Infatti ascoltando immobili il loro respiro capiscono che possono sfidare loro stessi, il loro impulso a muoversi, grattarsi, ridere, aprire gli occhi, stare un paio di minuti immobili e ad occhi chiusi è un allenamento che sembra facile, ma richiede un grosso sforzo, che li porta a vedersi, ad auto osservarsi.

Ad un certo punto decido di leggergli un pezzo di un libro, “Il codice del Cuore” di Riccardo Geminiani con Salvatore Brizzi.

Lo leggo lentamente, profondamente e restando presente, mentre lo leggo apro di più il Cuore, il Fuoco invade la classe.


Adesso sanno che essere guerrieri non ha a che vedere con la guerra: il guerriero di pace, il guerriero di luce ha l'impeto del guerriero, ma la sua lotta si svolge al suo interno, per domare la sua natura selvaggia e metterla al servizio. Ora sanno che la magia non ha a che vedere con demoni, fatture e mostri, ma che i mostri sono nel proprio inconscio e sono le proprie paure: il mago le va a scovare, le conosce e le porta alla luce, cambiando per sempre la propria realtà.

Il guerriero e il mago fanno cose che amano, non vivono di paure e condizionamenti e perseguono il loro Cuore, una guida interiore che li conduce per mano in mezzo agli ostacoli della vita.

Ci mettiamo in cerchio a terra per un rito magico finale (dove si prenderanno per mano tutti in cerchio e resteranno fermi cosi per qualche minuto... vi assicuro, non è cosi banale e scontato per dei ragazzini di terza media). Prima di farlo mi arriva una domanda: Ma come so se ho le caratteristiche per essere un guerriero, un mago?

Allora gli chiedo cosa hanno provato quando ho letto le parole del libro. Una delle risposte è stata:

“ho provato uno strano calore nel petto.”

Direi che non avevano bisogno di una risposta...

Ero pieno e leggero, gioioso, ero un canale e potevo godermi in prima fila quello spettacolo, giovani guerrieri di pace, di luce che si accendevano davanti a me ed io ne ero testimone diretto.

Non avevano più cosi paura come all'inizio, ora vedevano possibile fare nella vita ciò che si ama e non doversi adattare e fare ciò che gli altri dicono, più o meno esplicitamente, di fare.

Dovevamo parlare per due ore, ne erano passate tre. Avevano insistito con un loro professore per avere un'altra ora per parlare con me. Quindi con il film erano cinque ore che quei ragazzi di solito disattenti e turbolenti erano in silenzio e focalizzati su un unico argomento. Se avessero dovuto fare cinque ore di matematica o grammatica sarebbero impazziti, ma anche cinque ore di ginnastica li avrebbe annoiati.
Questi ragazzi hanno il fuoco dentro....il nostro compito è proteggere quella fiamma, canalizzarla al meglio e dargli lo spazio per venire alimentata.



In fondo trovate alcuni loro commenti scritti, compresi i commenti dei professori che hanno assistito.

Questa esperienza a me ha insegnato molto, in particolare che con gli adolescenti le troppe parole sono inutili (sospetto anche con gli adulti :-). Bisogna essere umili, pratici, bisogna fare sintesi ed essere onesti. La fiamma quando arde basta da sola, e un ciocco di legna che brucia piano, debolmente, se avvicinato alla fiamma viva prende subito ad ardere potentemente.

Quindi ardete, bruciate d'amore, che sia l'amore a guidare i vostri passi, a farvi respirare, siate amore puro, fate che ogni parola generi dal Cuore, che ogni cosa passi da esso.
Ogni nostro passo, azione, parola e respiro allora sarà una cura per noi stessi e per il pianeta, l'interà umanità sarà guarita da un essere che apre il Cuore, in fondo è già successo, un uomo solo aprendo il suo Cuore 2000 anni fa, ancora oggi fa parlare di lui ed ha trasformato la nostra storia. Possiamo imitarlo?! In fondo lo diceva lui stesso. Siete miei fratelli, siamo figli dello stesso Padre e diceva ancora: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi.

Bene, lui ha cambiato la storia, noi che faremo?


Prima di chiudere con i commenti riporto alcune frasi che ho letto in classe dal libro di Riccardo Geminiani con Salvatore Brizzi “IL CODICE DEL CUORE un bambino e gli Antichi Maestri”, edizioni Arte di Essere.

L'uomo è un essere divino. L'uomo è caduto nel sonno. Nel sonno sogna il mondo. Il sogno a volte diventa un incubo, ma non è mai reale. L'uomo può svegliarsi dal sonno.
Esistono uomini svegli.
L'uomo sveglio comprende che il mondo esterno è in realtà interno.
Le cose non accadono a te, ma dentro di te. Gli avvenimenti che ti accadono sono creati da te.
Il mondo è la tua ombra.
L'uomo sveglio è un guerriero.
I Guerrieri della Luce e i Guerrieri delle Tenebre si fronteggiano. I Guerrieri della Luce combattono con il Cuore, i Guerrieri delle Tenebre combattono contro il risveglio dell'uomo.
Fin dal Principio gli Oscuri si opposero, fin dal Principio noi vincemmo.
L'Universo è pervaso da una Forza, il Vril (il Fuoco). L'uomo e la donna svegli divengono Signori del Vril (Signori della Fiamma).
(...)
Le tre colonne del risveglio secondo i Signori del Vril:

LA VOLONTÀ
(...)
LA PRESENZA NEL QUI-E-ORA
(...)
LA PREGHIERA
(...)

Ho letto ogni singola parola, lentamente, con presenza sul Cuore, con enfasi, come fossi un oratore teatrale. Nelle pause tra una parola e l'altra si sarebbe sentita volare una mosca, ma non volava niente, neanche un pensiero, né un rumore, tanta era l'energia sacra. So che le loro menti potevano comprendere poco di quel che leggevo, ma i loro Cuori comprendevano tutto, bevevano estasiati quel nettare. Questa era la Materia che gli serviva, la Materia delle materie, la chiave che gli avrebbe dato la forza e la passione per approfondire e conoscere qualsiasi materia.


Grazie Padre, che Io possa essere forgiato ogni giorno per poter Servire ed essere la tua Spada.




I COMMENTI DEI RAGAZZI:

Quando è venuto il signor Marco la mia prima impressione è stata di “ma chi è questo”. Dopo che ha iniziato a parlare, ha iniziato a dire cose che ci potrebbe aiutare tutta la vita. È stato bello e ho provato molte emozioni, lo vorrei rifare.
Quel signore mi ha insegnato a sorridere in ogni momento e fregarmene dell'esterno e pensare solo al mio bene. Mi ha fatto quel calore nel cuore che non sentivo da tanto.

L'incontro con Marco è stato molto interessante e rilassante, ci siamo capiti subito. È riuscito a capirmi al primo sguardo e pensandoci bene vorrei proprio che un giorno di questi potrebbe rivenire.

Penso che quest'esperienza sia stata utile, perché ci ha fatto capire come bisogna fare per diventare un guerriero.

L'incontro con Marco mi ha lasciato che è stato interessante e che dobbiamo non pensare a quello che dicono gli altri.

Quest'esperienza mi ha fatto riflettere su come una persona possa cambiare e di fare ciò che si vuole senza le mode della comunità.

Dopo questa esperienza la mia famiglia è molto emozionata e io sono cambiata.

Grazie a questo incontro ho imparato a trattenermi per non andare al bagno...

I COMMENTI DEGLI INSEGNANTI:

<< Ho provato leggerezza, pace, anche con la classe, e condivisione. E’ stata una bella esperienza.
Ci dovrebbe essere una cosa di questo tipo nella scuola, oggi. Sarebbe utile. Penso che dovrebbe diventare qualcosa di strutturale: una interruzione nel corso quotidiano degli eventi per concentrarsi sul proprio corpo, su se stessi, dunque per sviluppare la percezione di sé, l’introspezione, la valutazione degli stati d’animo. Questo vale per i ragazzi così come per gli insegnanti!
Per esempio riuscire a percepirsi meglio aiuta anche nell’interazione con le altre persone e nel nostro specifico agevola una comunicazione efficace con i ragazzi. Tutti concetti che conosciamo bene ma sapere le cose non vuol dire saperle usare. È come se ci volesse anche un altro strumento per poterli applicare, e sviluppare.
Per i ragazzi è stata una esperienza positiva: perché si sono fermati un po’ a riflettere (..si sono ”fermàti”!), perché per quasi quattro ore non hanno preso il cellulare, e la maggior parte non ha sentito l’esigenza di volerlo prendere...
Ringrazio per l’esperienza perché bella, positiva. È una goccia nell’oceano, ci vorrebbe una continuità, visto che c’è questa apertura del Ministero sulla collaborazione scuola/associazioni. È un tipo di esperienza che, soprattutto in contesti di questo tipo (in cui per tante ragioni una carenza da parte delle famiglie c’è, e si vede), insegna ai ragazzi a guardarsi dentro, a conoscersi, a costruirsi una personalità forte, e questo qui è importante anche per quanto riguarda le droghe e la delinquenza.
Non che lo yoga risolva tutti i mali ma sicuramente può aiutare a riappropriarci di noi stessi! >>

<< Vi volevo fare i complimenti perché è stata una cosa veramente meravigliosa, a quei ragazzi queste cose fanno bene, non le nostre lezioni! >>

<< Vedere i ragazzi coinvolti e particolarmente incuriositi da tematiche cosi “distanti” dalla scuola classica ma cosi “vicine” ad una nostra sfera emotivo-spirituale è stato senza dubbio interessante.
Non aver assistito dall'inizio ed essere stato partecipe esclusivamente nella fase finale è stato certamente limitante ma sufficiente per capire il coinvolgimento dei ragazzi.
Sicuramente qualcosa da riproporre. >>

<< Il semplice sentire trattare questi argomenti mi forza a mantenere io stessa più accesa la mia attenzione, su di me innanzitutto, corpo emozioni pensieri e essere. E questo cambia non solo la qualità di quello che vivo, perché solo allora mi sento viva veramente, ma in più mi rende più efficace, incisiva, e utile nei miei rapporti con gli altri.
Poter assistere a queste esperienze dei ragazzi, e di noi adulti, è uno spettacolo della natura e per me un privilegio.
E mi rivolgo a chi insegna a scuola: la scuola cambia nella stessa misura in cui noi insegnanti cambiamo noi stessi. Abbiamo il coraggio ma spesso ci vorrebbe anche un aiuto per passare dalla teoria alla pratica: persone come Marco capaci di orientarci (verso noi stessi) e fornirci una “guida” pragmatica al lavoro su di noi. >>


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Infine per i genitori che sono sul cammino segnalo una bella idea di Silvia di Bologna: il suo blog, una mamma sul sentiero: